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Lo Sbrinz, il re dei formaggi genuini, vi dà il benvenuto! La storia dell’attuale specialità, oggi munita di marchio di origine protetta, risale nientemeno che al XVI secolo: già allora, da Brienz, partivano le carovane di mulattieri cariche di forme per il mercato italiano. A sud delle Alpi si cominciò a chiamarlo “sbrinzo”: ed ecco l’origine del nome attuale.

Da allora, le vie e i mezzi di trasporto sono senz’altro cambiati, ma lo Sbrinz è ancora prodotto nel rispetto dei metodi tradizionali. Secondo l’elenco degli obblighi rigorosamente osservato dalla trentina di caseifici selezionati, si utilizza solo latte crudo della miglior qualità. Controlli costanti durante l’intero processo di produzione garantiscono che sulla tavola dei consumatori giunga un formaggio esclusivo e assolutamente genuino. Tra i caseifici Sbrinz, in larga parte situati nella Svizzera centrale, molti si trovano ancora nella zona di montagna. Tutti rispettano le severissime direttive che, tra l’altro, vietano l’impiego di qualsiasi additivo o di organismi geneticamente modificati.

Per la stagionatura, lo Sbrinz DOP ha bisogno di tempo, di moltissimo tempo. Idealmente, andrebbero lasciati trascorrere almeno 24 mesi, dopo i quali lo si troverà ancor più profumato, aromatico e saporito. Lo Sbrinz può essere servito in tre modi: grattugiato, affettato a rotolini o diviso in cubetti. In questo caso, per ottenere il miglior effetto si consiglia di seguire una regola d’oro: i cunei non vanno tagliati con il coltello ma spezzati con l’apposito punteruolo!

 
 

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